La gestione normativa dei rifiuti derivanti da batterie sta vivendo una fase di profonda transizione. Con la pubblicazione della Decisione (UE) 2025/934, l’Unione Europea ha modificato l’elenco dei rifiuti conformemente al Regolamento Batterie (UE) 2023/1542.
Per le aziende italiane è fondamentale comprendere non solo i contenuti tecnici, ma anche le tempistiche e la natura giuridica di questo atto, che impatterà radicalmente la classificazione rifiuti di batterie.
È necessario operare una distinzione tecnica cruciale: trattandosi di una “Decisione” e non di una Direttiva, l’atto non necessita di una legge di recepimento formale (come un Decreto Legislativo) per entrare nell’ordinamento italiano. Tuttavia, la sua applicazione operativa segue un calendario specifico che concede un periodo di adeguamento agli Stati Membri e agli operatori economici.
Attualmente, la Decisione è entrata in vigore il 9 giugno 2025, ma la sua efficacia operativa è “congelata”. A seguito di una rettifica pubblicata nell’agosto 2025, la data di applicazione obbligatoria è stata posticipata: i nuovi obblighi scatteranno inderogabilmente dal 9 dicembre 2026.
Fino a tale data, in Italia continuano a vigere gli attuali codici. Tuttavia, entro la scadenza del dicembre 2026, il legislatore italiano dovrà verosimilmente aggiornare l’Allegato D alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale). Sebbene la norma UE prevalga in caso di disallineamento, l’aggiornamento del TUA è auspicabile per evitare confusione operativa tra gli addetti ai lavori.
I Nuovi Codici EER nella Classificazione Rifiuti di Batterie
La riforma prevede la riscrittura integrale del capitolo 16 06 e modifiche sostanziali al capitolo 20, eliminando codici generici (come il 20 01 33*) per far spazio a descrizioni basate sulla chimica specifica dell’accumulatore.
Ecco una sintesi tabellare delle principali novità che gli operatori dovranno adottare per una corretta classificazione rifiuti di batterie a partire dal 9 dicembre 2026:

L’introduzione del codice 20 01 42* per i rifiuti urbani è di particolare rilievo: impone ai Comuni e alle municipalizzate di gestire le batterie al litio (da cellulari, PC, ecc.) come flusso separato e pericoloso, migliorando la sicurezza nei centri di raccolta.
Gestione della “Massa Nera” e Implicazioni sulla Classificazione Rifiuti di Batterie
Una delle criticità maggiori risolte dalla nuova norma riguarda la “Black Mass” (massa nera), la polvere ricca di metalli (litio, cobalto, nichel) ottenuta dal pre-trattamento delle batterie.
Fino ad oggi, l’assenza di un codice specifico portava a classificazioni ambigue, spesso come rifiuto non pericoloso.
La nuova classificazione rifiuti di batterie introduce codici specifici pericolosi per le frazioni intermedie (come la massa nera). L’attribuzione della caratteristica di pericolo (asterisco *) comporta conseguenze immediate:
- Divieto di Esportazione: In quanto rifiuto pericoloso, la massa nera non potrà essere esportata verso Paesi non-OCSE.
- Circular Economy: L’obiettivo è forzare il recupero di materie prime critiche all’interno dei confini UE, dove gli standard ambientali sono certificati.
Trasporto ADR e Conformità nella Classificazione Rifiuti di Batterie
L’assegnazione di nuovi codici di pericolo impatta direttamente sulla logistica. Una corretta classificazione rifiuti di batterie è il prerequisito indispensabile per stabilire se la spedizione è soggetta alla normativa ADR (trasporto merci pericolose su strada).
Poiché la maggior parte dei nuovi codici per le batterie industriali e al litio sono classificati come pericolosi, le aziende dovranno:
- Verificare l’assoggettamento all’ADR: Solitamente Classe 9 per le batterie al litio.
- Utilizzare Imballaggi Omologati: L’imballaggio deve rispondere a istruzioni specifiche per prevenire rischi di incendio o sversamento di elettroliti.
- Gestire l’Etichettatura: I colli devono riportare le etichette di pericolo appropriate (Modello 9A).
Supporto Chemex per l’Adeguamento Normativo
Mancare l’appuntamento del 9 dicembre 2026 significa esporre l’azienda a sanzioni e blocchi operativi. Chemex offre un servizio di consulenza specializzata per guidare le imprese nella transizione verso la nuova normativa europea.
Cosa possiamo fare per voi:
- Verifica di Classificazione: Analisi tecnica per l’attribuzione dei nuovi codici EER (speciali e urbani) e verifica delle caratteristiche di pericolo.
- Corretta Spedizione: Consulenza su imballaggi omologati ed etichettatura conforme alle nuove disposizioni.
- Consulenza ADR: Gestione completa delle spedizioni in regime ADR, inclusa la redazione dei documenti di trasporto e la nomina del consulente per la sicurezza.
Contattateci oggi per anticipare l’adeguamento dei vostri processi di gestione rifiuti.
LINK: Decisione Delegata /UE) 2025/934
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L_202500934
